Posa finto parquet pavimenti industrial pavimento finto legno

Consigli su come installare pavimento finto parquet gres effetto legno senza fuga

La posa delle piastrelle

In questo articolo parleremo della posa finto parquet pavimenti industrial pavimento finto legno, in realtà non importa quale di questi gres porcellanati avete scelto o avrete intenzione di usare. In realtà le informazioni che vi daremo sono valide per tutte le categorie di piastrelle esistenti, abbiamo deciso di elencare queste perchè sono certamente tra le più usate e conosciute. La posa è quel procedimento mediante il quale le piastrelle ceramiche vengono fissate ai pavimenti o ai muri.

E’ importante che la posa sia eseguita con precisione: se ne avranno benefici sia dal punto di vista estetico che funzionale. La riuscita di un pavimento finto legno (ad esempio) è dovuta non solo alla qualità delle piastrelle, ma a tutto un insieme di elementi (sottofondo, strato legante, giunti di dilatazione, piastrelle, ecc.) che costituiscono un vero e proprio sistema. Ecco perché le operazioni di posa sono da considerarsi importanti tanto quanto la scelta delle piastrelle.

In questa fase entra in gioco la capacità di saper combinare estetica e tecnica, progetto e realizzazione, richiesta e risultato.

In preparazione della posa, si raccomanda di controllare il tono, il calibro e la scelta della piastrella. Solitamente, soprattutto quando si parla di gres finto parquet e pavimento finto legno, il materiale è deliberatamente prodotto e scelto con leggere differenze di tonalità che esaltano gli effetti delle grafiche e dei colori. Questo vale non solo per il pavimento finto parquet ma anche per i pavimenti industrial, per il gres porcellanato effetto marmo e finta pietra. É inoltre consigliabile utilizzare durante la posa, piastrelle prelevate da scatole diverse, per avere un effetto più omogeneo dell’intera pavimentazione.

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Facciamo inoltre notare a tal proposito che l’utilizzo di materiale diverso da quello ordinato o difettoso significa l’accettazione delle caratteristiche qualitative ed esclude contestazioni. Contestazioni sul materiale già posato non sono mai accettate né dai rivenditori né tanto meno dalle ditte produttrici.

Detto ciò, ritorniamo a parlare della messa in opera delle piastrelle in gres porcellanato (e non solo). Arredatori e architetti, ma anche gli stessi posatori e consumatori, devono quindi elaborare un progetto che, oltre alle indicazioni estetico-visive, contenga le regole da seguire durante l’installazione; regole che variano in funzione dell’aspetto che si vuole conferire al pavimento o alla parete.

Nozioni generali sulla messa in opera delle piastrelle

È compito del progettista stabilire, in funzione della struttura e della destinazione d’uso del piano di calpestio, il corretto modo di applicazione delle piastrelle. Il nostro consiglio è quello di installare il materiale con un minimo di fuga di 3 mm se invece la piastrella dovesse essere rettificata, possiamo usare una fuga minima fino a 2 mm .

Le scelte cromatiche e gli schemi di posa per la realizzazione di un pavimento (immaginiamo un finto parquet o un pavimento finta pietra) o di un rivestimento devono tener conto di vari fattori tra i quali la dimensione dell’ambiente (altezza, illuminazione naturale o artificiale) oltre allo stile ed allo schema di posa che saranno realizzati.

Il risultato finale può dunque variare in base ad alcuni effetti ottici, guidati dai colori e dagli schemi di posa , a cui è soggetto l’occhio umano.

Per esempio, spazi di dimensioni identiche sembrano diversi a seconda di come sono riempiti: il nero e i colori scuri riducono lo spazio in quanto assorbono luce; il bianco e i colori chiari diffondono luce e quindi allargano lo spazio; le righe verticali allungano lo spazio mentre quelle orizzontali lo allargano. Le quadrettature, invece allungano e allargano.

Superfici nere o scure sembrano più piccole di superfici bianche o chiare anche quando hanno dimensioni identiche.
Invece, un pavimento chiaro ed uniforme ingrandisce visivamente una stanza ed è particolarmente indicato per piccoli ambienti.
Tonalità fra loro contrastanti, invece, riducono le dimensioni dell’ambiente percepite. Una combinazione contrastante tra pavimento e rivestimenti alle pareti riesce a garantire una percezione della stanza più ampia rispetto alle dimensioni reali, soluzione particolarmente indicata per ambienti quali il bagno o i corridoi.

Abilità e professionalità permetteranno di stabilire la giusta ampiezza delle fughe e la tecnica di posa migliore.

Cosa valutare prima di scegliere la piastrella della vita

Come abbiamo ribadito più volte in questo articolo, vogliamo dare delle indicazioni generali sulla posa dei pavimenti ceramici in gres porcellanato, quindi, in questa fase, non importa quale piastrella avete in mente di usare per la vostra casa, che si tratti di un finto parquet o pavimento finto legno piuttosto che un pavimento industrial. La progettazione è una fase preliminare indispensabile alla realizzazione di una superficie correttamente rivestita. Per elaborare un buon progetto è necessario analizzare le caratteristiche della superficie da piastrellare, determinanti per la scelta di una corretta soluzione progettuale,e le tecniche di posa a disposizione:

  • lo stato delle superfici, il cui esame permette di stabilire eventuali trattamenti di pulizia e di scegliere l’adesivo adatto;

  • il comportamento dilatometrico, che può indurre delle tensioni dovute alla dilatazione di alcuni strati;

  • il modulo di elasticità e il dimensionamento, che determinano il comportamento della struttura nelle reali condizioni di carico;

  • la composizione e l’articolazione strutturale, che indica la posizione e la dimensione dei giunti di costruzione (che consentono spostamenti tra parti contigue della struttura);

  • geometria della superficie da rivestire, che può influenzare la scelta delle piastrelle, della loro disposizione e della tecnica di posa

A questa prima fase di valutazione segue un esame incrociato delle proprietà delle piastrelle, dell’ambiente di destinazione e delle caratteristiche del supporto da piastrellare; in base a questo il progettista sarà in grado di stabilire la tecnica di posa da utilizzare, eventuali trattamenti aggiuntivi da eseguire sul supporto e inoltre ampiezza, percorso e orientamento delle fughe.

Fughe dei pavimenti in gres porcellanato

La realizzazione delle fughe richiede un’attenzione particolare. Da esse dipende il valore estetico tecnico ed economico di una superficie piastrellata, perciò nulla può essere affidato al caso ma è necessario che si stabilisca anche il tipo di materiale di riempimento da utilizzare: pochi millimetri di differenza possono produrre effetti estetici molto diversi e, se riempite con materiale non adatto, potrebbero rovinare l’intero lavoro.

Per i pavimenti posati in combinazione di più formati rettificati è necessaria una fuga di 2 mm e di 3 mm nel caso, invece, di posa in combinazione di materiali rustici non rettificati. Per i rivestimenti posati utilizzando un prodotto rettificato è necessaria una fuga di 2 mm. La posa senza fuga (accostata) è più economica e veloce, ma conferisce ai pavimenti maggiore rigidità e scarsa capacità di assestamento. Negli ultimi anni le migliori aziende hanno prodotto stucchi speciali adatti a colorare e proteggere le fughe.
Qualità e durabilità della superficie piastrellata sono legate alla tecnica di posa impiegata nella sua realizzazione. Le operazioni da eseguire variano in funzione della tecnica utilizzata.

Il fissaggio delle piastrelle

Per il fissaggio al supporto (pavimento, parete, etc…) vengono adottati due metodi:
lo strato di allettamento che attacca le piastrelle al pavimento può essere la malta cementizia (posa a malta) o collanti appositi (posa a colla). In realtà ormai, viene usata sempre la seconda soluzione, ossia quella delle colle, tuttavia vogliamo comunque parlare di entrambi i metodi.

Nella posa a malta cementizia vengono utilizzate delle miscele di cemento (e/o calce), sabbia e acqua. La malta, applicata in “strato spesso” (3-5 cm), forma uno strato di allettamento dotato di una buona resistenza meccanica, di un’elevata rigidità, di un’adeguata adesività e resistenza al gelo e di una moderata resistenza all’attacco chimico.

La posa a colla, più raffinata e precisa, è anche più costosa, infatti, oltre al costo dei collanti, è necessario preparare sul pavimento uno strato di cemento perfettamente orizzontale detto caldana.

Gli adesivi da utilizzare per la posa possono essere a base cementizia e a base organica. I primi sono sostanzialmente malte cementizie predosate e arricchite di additivi che ne aumentano il potere di trattenere l’acqua. Particolarmente adatti per essere impiegati in spessori sottili, sono sconsigliati per le strutture molto flessibili. Gli adesivi a base organica sono di due tipi: adesivi in dispersione acquosa (buone caratteristiche di flessibilità, ma il loro campo d’uso è limitato al rivestimento di pareti interne) e adesivi a base di resine reattive (consigliati per ambienti che richiedano speciali caratteristiche chimiche e meccaniche).

Tipologia di pose per pavimento finto parquet, pavimenti industrial…e non solo

Molto spesso le piastrelle che vengono posate insieme hanno uguali dimensioni, ma esistono anche pose che combinano formati diversi tra loro. Anche le possibilità di orientare le fughe sono molteplici, e consentono di ottenere risultati molto diversi tra loro.

Le pose più comuni sono:

  • dritta

  • diagonale: permette di “mascherare” anche eventuali irregolarità geometriche delle pareti come muri non perfettamente allineati

  • posa a correre: per formati rettangolari è necessaria una fuga di 3 mm. E’ richiesta inoltre una cura particolare nell’accostare e livellare i singoli pezzi fra loro, attenuando le differenze di planarità che eventualmente dovessero manifestarsi.

  •  lisca di pesce

  • in diagonale con tozzetto

Una posa ben eseguita dovrebbe essere perfettamente planare con le fughe precise e dritte. Evitare il transito sul pavimento per almeno 2/3 giorni dopo la posa. In caso di necessità di transito si dovrà predisporre un tavolato appoggiato sul pavimento. Tenere presente che nel caso di posa col sistema tradizionale e in mancanza di particolari additivi nella malta, è necessario attendere anche un mese prima di sottoporre il pavimento a sollecitazioni e carichi di esercizio. La tecnologia ha sviluppato piastrelle dalle caratteristiche sempre più evolute, rispondenti alle necessità di ambienti diversi e strutture architettoniche complesse, le tecniche di posa, allo stesso modo hanno seguito il passo.

Per le superfici molto estese, oppure sottoposte a importanti sbalzi termici può essere opportuno utilizzare i giunti di dilatazione, che favoriscono l’assestamento del pavimento evitando eventuali problemi di fessurazione. Se per ambienti di grandi dimensioni è assolutamente necessario posizionare i giunti con regolarità, per piccoli ambienti è sufficiente lasciare un leggero stacco fra piastrellato e muri perimetrali. Sarà poi il battiscopa a coprire lo stacco dando un aspetto di finitura.

Negli ambienti di lavoro in cui è necessario utilizzare grandi sistemi di cablaggio (reti informatiche, elettriche, telefoniche..) possono essere vantaggiosi i pavimenti galleggianti (o sopraelevati): evoluti sistemi di pavimentazione in cui le piastrelle vengono posate su pannelli rimovibili staccati da terra grazie a piani d’appoggio. Nell’architettura contemporanea stanno poi riscuotendo favori le pareti ventilate: un sistema di rivestimento in cui le piastrelle restano staccate dalla parete da rivestire, lasciando all’interno un’intercapedine d’aria che produce indubbi benefici sul piano termoenergetico.

La durabilità del pavimento e della parete così rivestiti dipende, infine, anche dall’attenzione e dalla cura che le saranno rivolte: una piastrellatura manterrà quindi nel tempo qualità e caratteristiche estetiche grazie anche ad un adeguato uso e una corretta manutenzione e pulizia.

Gres effetto legno senza fuga e posa con distanziatori autolivellanti

Per poter ottenere risultati sempre più professionali, soprattutto con determinati pavimenti moderni come i gres effetto legno senza fuga, o i grandi formati dei pavimenti industrial (ad esempio); si è studiato un sistema davvero superlativo, ossia dei particolari distanziatori che riescono a sopperire i problemi (naturali) che le piastrelle BIG o quelle strette e lunghe come il finto parquet, hanno.

Come detto, il sistema autolivellante ha rivoluzionato il mondo della posa garantendo di ottenere con semplicità e rapidità pavimenti perfettamente livellati eliminando i dislivelli (“denti”) tra le piastrelle. E’ perfetto per grandi formati e piastrelle “ultrasottili” (3/6 mm).

Composto di 3 elementi: base, cuneo, pinza. Le basi sono disponibili in svariate versioni raggruppabili in due grandi famiglie: basi per piastrelle di spessore compreso tra 3 e 12 mm; basi per piastrelle di spessore compreso tra 12 e 20 mm. A loro volta, le basi per spessori tra 3 e 12 mm includono ben 4 modelli, di cui due per ottenere un giunto da 1,5 mm, uno per giunto da 3 mm ed uno per giunto da 4 mm. Di particolare rilievo le innovative basi “3D”, perfette per essere utilizzate con qualsiasi schema di posa, con posizionamento sia sull’incrocio (sia posa a “+” che a “T”) che sul lato delle piastrelle.

Il cuneo è unico per tutte le basi ed é riutilizzabile infinite volte. La pinza regolabile è disponibile in versione per posa a pavimento o in versione per posa a rivestimento ed è consigliata per inserire con facilità e rapidità i cunei nelle basi; ottimizzando al contempo la pressione esercitata sulla piastrella. La pinza è unica indipendentemente dalla base che si utilizza e dallo spessore della piastrella.
R.L.S. è il sistema livellante di rapida e semplice rimozione: è sufficiente calciare le basi per rimuovere le parti non necessarie dal pavimento finito, senza l’ausilio di alcun utensile.

Uso del sistema autolivellante per la posa delle piastrelle

Condizioni d’impiego

Posizionamento della base:

  • Dopo avere steso l’adesivo inserire la base al di sotto della piastrelle in corrispondenza dei 4 lati o, se si utilizza la base “3D”, in corrispondenza dell’ incrocio delle piastrelle e/o dei lati in funzione dello schema di posa.
  • In funzione del formato della piastrella posizionare una o più basi per ogni piastrella.
  • Posizionare la piastrella e batterla con martello in gomma.

Inserimento del cuneo:

  • Inserire il cuneo nella feritoia della base facendo attenzione a non superare il punto di rottura.
  • Per agevolare l’inserimento del cuneo si consiglia l’uso della pinza a trazione regolabile.

Rimozione della base:

A maturazione dell’adesivo avvenuta, la parte sporgente della base si rimuove battendola, nella direzione della linea di fuga, con un martello in gomma o col piede.

Consigli per la posa di tutti i formati rettangolari

Di seguito indichiamo alcuni consigli per valorizzare le caratteristiche del prodotto in fase di posa.

Un accorgimento basilare per la posa del nostro prodotto è quello di alternare con cura le differenti tonalità prelevando le piastrelle a gruppi di 3-4 pezzi per volta da almeno cinque scatole diverse.

Distribuire in modo armonioso le diverse nuances di colore che si evidenziano e controllare il risultato di tanto in tanto, osservando da opportuna distanza una porzione di lavoro eseguita.

Posa materiali rettificati

Per la posa dei materiali rettificati è comunque sempre indispensabile mantenere una fuga minima di 2/3 mm. Da una piastrella all’altra usufruendo di stucchi e sigillanti di colore coordinato a quello del materiale.

Nella posa dei materiali rettificati rettangolari, come il gres effetto legno senza fuga, è importante evitare di far collimare i vertici di una piastrella con la metà delle altre, al fine di sopperire alle eventuali imperfezioni di planarità presenti comunque in tutti i grandi formati.

Trattandosi di materiale tagliato e rettificato, per evitare questo problema, è consigliabile posare il materiale a correre, con intervallo da 0 a 15 cm.

E’ fortemente auspicabile affidare la posa a personale esperto che, dopo aver verificato la corretta planarità della caldana e la qualità del materiale, contribuirà alla impeccabile esecuzione dell’incarico.

Lavaggio dopo posa

Il lavaggio dopo posa è una fase di fondamentale importanza per tutti gli interventi successivi e per la manutenzione.

Con il lavaggio dopo posa:

– Si eliminano i residui di posa (malta, colla, vernice, sporco da cantiere di varia natura).

– Si rimuovono eventuali residui superficiali del materiale.

È bene sapere che oltre il 90% delle contestazioni in cantiere è dovuto ad un cattivo, o addirittura inesistente, lavaggio dopo posa.

1) Non si acettano contestazioni per materiale posato

2) Controllare tono , calibro , scelta e planarita ’ prima della posa del materiale

3) Le macchine elettroniche che stabiliscono il calibro sono tarate con una tolleranza di 1,2 mm

Per questa operazione fila propone deterdek, disincrostante acido che non sviluppa fumi nocivi. Rimuove lo sporco da cantiere: malta, stucco, incrostazioni di varia natura.

Deterdek unisce all’azione disincrostante anche un’efficace azione pulente.

Deterdek è certificato dal centro ceramico di bologna, perché pulisce ma non aggredisce il materiale.

– Spazzare bene il pavimento;

– Distribuire deterdek diluito 1:5;

– Attendere qualche minuto;

– Intervenire con monospazzola con disco verde e aspiraliquidi o con spazzolone e straccio;

– Risciacquare accuratamente.